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日志


8月28日

Angolo di riflessione

 
 
"Tu Sei La Somma Delle Tue Scelte.
Il Vivere Nel Presente Ha Una Parte Essenziale Nella Costruzione Della Felicità" .
 
                                                                                                                                                            
 
                                                                                                                                                           Wayne W. Dyer
 
 
"Le Vostre Zone Erronee" è il titolo del libro dal quale ho preso questa frase.
Libro che consiglio vivamente a tutti.
Ebbene, mi sta facendo riflettere tanto su tante cose...però mi accorgo di fare esattamente l'opposto di cosa invece il libro consiglia.
E la cosa bella è che mi ci sto pure impegnando a seguirlo.
Forse è la mia parte masochista che, più grande di quanto potessi pensare, riesce a prendere il sopravvento sulla mia parte che vuole provare a cambiare.
E così mi ritrovo nuovamente con tanti buoni propositi ma bloccato nelle sofferenze. Di cuore, di mente, di tutto.
Io sono la somma delle mie scelte. Sarà anche vero, ma le cose sono due: o come al solito in matematica faccio cacare per cui i conti mi vengono male, o probabilmente tutte le cose da sommare sono sempre accompagnate dal segno "-" accanto, per cui il risultato viene per forza di cose negativo.
Emmòbbastaveramenteperò!! Come diceva Maccio Capatonda.
manca qualche giorno a settembre, mio nuovo, ennesimo, e magari ultimo "punto zero".
Facciamo un bel Reset e vediamo se imparo finalmente a fare i conti giusti in matematica, o se gli addendi finalmente cambieranno segno.
 
 
"Ogni tanto ritorna.
Sempre li.
Seduta sul suo sgabello sbilenco, muove un poco la coda.
Chitarra imbracciata, mi osserva.
La guardo.
Per un attimo mi sembra di non averla più vista da chissà quanto tempo.
L'attimo scompare. Capisco che mi è sempre stata vicino, ed ero io a volgere lo sguardo altrove.
Muove un poco la coda.
Accenna a proferir parola, ma la interrompo.
  Lo so. le dico.
Tramuta il suo muso in un sorriso beffardo, e prende a strimpellare la chitarra.
  Mi sto procurando tutto io da solo. Lo so.
Muove un poco la coda.
E perchè continui allora? mi dice con voce gracchiante.
  Resto in silenzio. Non so cosa rispondere.
Non sarebbe meglio dire basta a questa situazione?
  Resto in silenzio. Non so cosa rispondere.
Ancora quella stupida paura di restare da solo?
  Resto in silenzio. Ma saprei cosa rispondere.
Muove un poco la coda. Soddisfazione nei suoi occhietti.
Patetico. Visto che sei tanto bravo, perchè non rimetti in moto quei quattro neuroni che ti ritrovi e pensi seriamente al da farsi?
  Sospiro di rabbia.
Ecco. 10e lode a questa magnifica reazione. E poi?
 E poi...nulla. solo una lunga serie di sospiri. Di rabbia, di frustazione, di tristezza, di felicità. Ma sempre e solo sospiri.
Penso all'1%. Stringo i pugni.
Muove un poco la coda.
Scuote la testolina come dire NONONO NON CI SIAMO PROPRIO, come se avesse capito a quale àncora il mio cervello mi stava ancora facendo aggrappare.
Ha ragione. Mentre la guardo capisco che ha ragione.
Forse quell'1% nemmeno esiste dopotutto.
Che sia solo fonte della mia parte ottimistica?
Muove un poco la coda.
A questo pensiero smette di suonare. mi guarda ma non dice nulla.
Anche lei perplessa su questo punto forse?
no.
lei non è mai perplessa.
Io Sono la fonte dei miei dubbi e paure, non lei.
  Ci Penserò. Mi riprometto nuovamente.
Mi saluta con la zampetta e scompare, per restare sempre li nell'ombra, conscia che presto o tardi torerò da lei...
Muove un poco la coda."
 
12月19日

Nuovamente Cotequina

Una lunga assenza.
Un po voluta, un po no...ma è stata una lunga assenza almeno in termini di blog, visto che la maggior parte della gente lo aggiorna un giorno si e l'altro pure.
Ma vabbè. Per volere del fato, sono ricapitato in questo spazietto...e mi è venuta voglia di scriverci 4 cazzate.
Il periodo passato come desaparecidos è stato alquanto....altalenante ecco...altalenante rende bene l'idea.
 
IL BASSO
 
Non so...
BUGIA!!!
Hai ragione, lo so. So perfettamente da cosa è dovuto sia l'alto che il basso di questo periodo. Non riesco a liberarmene.
O non vuoi?
Probabilmente anche quello. Ma resta il fatto che da Luglio passato, molte cose sono cambiate e altre forse cambieranno, e le prime forse non torneranno come prima....chissà.
Guardando il tutto adesso, mi sembra di aver vissuto come un automa. Facevo le cose che dovevo fare perchè dovevo farle.
Ho dato un esame piuttosto grosso del mio corso con ottimo risultato.
Ma non ne hai gioito...
Ho lavorato come sempre al neverland, partecipato alle feste fatte, iniziato a fare tornei di un gioco di carte.
Ma non ti lasciano più nulla dentro come prima...
Ho rivisto i miei amici, cazzeggiato, festeggiato e quant'altro.
Ma il senso di solitudine non ti abbandona...
Hai ragione. Purtroppo è così.
So la causa. So come dovrei comportarmi. So cosa dovrei fare per stare un po meglio.
Dovresti...
Ma non riesco. Più le cose me le impongo, e più tutto ritorna indietro come un boomerang.
Sarà normale o forse no...ma alla fine chissenefrega...il risultato resta quello.
E quindi? cosa hai intenzione di fare?
Non lo so. continuerò a fare quello che devo nella stessa maniera in cui l'ho fatto finora.
E poi?
Chissà.
 
L'ALTO
 
Però di una cosa sono stato realmente felice, senza finzioni o imposizioni del caso.
E posso dire che per quel periodo ha riempito cuore e cervello come non succedeva da molto.
Una settimana passata a fare il Babbo Natale alla Corte Del Sole.
Una settimana passata a contatto con bambini da 1 a 8 anni.
Solo tre ore al giorno, ma veramente belle.
I bambini, specialmente in quell'età, hanno una spontaneità e un sorriso sincero come pochi se ne possano trovare.
Alcuni spaventatissimi dai capelli e barba lunghi e bianchi su di un signorone enorme rispetto a loro, altri che avevano gli occhi sbrilluccicosi dalla felicità appena mi hanno visto e mi correvano incontro a braccia aperte.
Tutti però alla fine se ne andavano con un bellissimo sorriso e con una felicità che era quasi palpabile.
Essere qualcuno per qualcuno.
Riuscire a donare un po di felicità a qualcuno.
Due cose che mi mancavano un sacco....due cose che, anche se per una settimana solo, ho ritrovato in tutta la loro pienezza.
E tutto ciò mi ha reso davvero felice.
Penso che un bambino che torna dalla mamma contentissimo mentre ti saluta con un "Ciao Babbo natale!" con un sorriso sincero che va da un orecchio all'altro, sia una di quelle cose che non hanno prezzo.
 
E ora il pendolo, riprende a muoversi verso l'altra parte....
Già, hai proprio ragione.
Spero solamente che non passino nuovamente quattro mesi al prossimo raggio di sole.
Intanto buon Natale a tutti e divertitevi in ste vacanze.
11月12日

Un amico chiede, tu rispondi.

Riuscire a descrivere le sensazioni credo sia piuttosto difficile. Specialmente descriverle per iscritto.
Come si sente un pesce fuor d'acqua?
Eh...bella domanda.
Scientificamente parlando, si sentirebbe come un uomo nello spazio, dove non c'è ossigeno.
Anche se, forse forse, non è neppure tanto giusto questo paragone, dato che mi sembra che comunque un pesce fuor d'acqua, per un pochetto riesca a respirare, riuscendo a prendere un minimo di ossigeno con le branchie anche in assenza d'acqua.
Mi raccomando però, bambini, non fate nessun esperimentodi questo tipo con i vostri pescetti! Paradossalmente fareste sentire i vostri pesci come pesci fuor d'acqua...per cui oltre che respirare poco e male, sarebbero anche fortemente imbarazzati.
Daltronde, penso ai pesci-uccello (nessun riferimento eroticozozzo), quelli che tipo salmoni, ma non sono salmoni, saltano fuori dall'acqua , fann qualche metro quasi volando e poi ricadono in acqua.
Per cui in qualche maniera riescono a trarre ossigeno anche dall'aria come sono fuori dall'acqua. E senza imbarazzarsi più di tanto credo.
Però, tutto sommato e sottratto, io non sono un pesce per cui non posso parlare con una certa sicurezza in proposito. Però credo di esserlo stato da qualche parte e in qualche altra vita.
Ma non sono le mie vite l'argomento  di oggi. Se volete ve ne parlerò più in la.
Una persona che si sente come un pesce fuor d'acqua, non boccheggia. Non con la bocca, ma credo lo faccia mnetalmente mentre si chiede "ma chi me l'ha fato fare di stare qua?". Sorriso tirato, risate a denti stretti, scopa in culo con conseguente irrigidimento snaturale della postura.
Imbarazzo.
Il pesce invece fa l'esatto opposto quando è fuor d'acqua. Cerca qualcuno che lo rimetta in acqua, boccheggia con la bocca, si dimena mostrando una buona mobilità del corpo e sopratutto non è imbarazzato.
Einzà, perchè ci paragoniamo a dei pesci?
Boh. Non credo mi piacerebbe essere un pesce. magari per poi ritrovarmi nei panni del tonno sfigato rinchiuso in una scatolettina tenuta in mano da un marinaio con un rametto di ulivo in bocca, mustazzoni, e che blatera sull'ottima qualità della mia carne.
Argh, che orrore. Tonno, inscatolato, sott'olio, imbarazzato perchè fuori dall'acqua e sopratutto tenuto in mano da un individuo dalle dubbie origini e costumi. Anche se il suo non è un costume ma i suoi abiti quotidianiì. Argh, che orrore.
Fondamentalmente, Marco, Perchè la tua domanda sul pesce fuor d'acqua?
Ho risposto in maniera + o - soddisfacente alla tua domanda? XD
Se non fosse, rimedierò. Ma non ora che sono atteso al circolo delle cotequine.
 
10月31日

Non succede nulla...

...da un po a questa parte.
Proprio ora che è un periodo di stallo, non succede nulla di interessante...nemmeno un tombino che esplode per qualche ragione cosmica.
Nulla.
E di questo nulla, proprio nulla.
E di questa situazione ne risente un po tutto il mio mondo.
Si, insomma, anche sto blog.
Perchè alla fine se non si ha nulla su cui discorrere, che ci posto?
qualche foto zozza di qualche pornognocca americana farebbe ripartire il count delle visite....ma...boh...non mi pare il caso.
anche perchè rischio di giocarmi i pochi fan seri della cotequina che ancora sono rimasti fedeli al topo tetrazamputo e monocoduto e biorecchiuto.
Senza contare che non so giocare a quel gioco, per cui non avrebbe senso.
Come se il senso stesso avesse chissà quale senso dopotutto.
Siamo noi che diamo i sensi a tutto, compreso al senso del senso.
Però, ecco, è proprio questo quello che manca ora: trovare un senso.
La cotequina è unica nel suo genere; in questo trova il suo senso, unico.
per cui si può solo andare in una direzione e non in entrambe.
Io scelgo di andare avanti. Ma questo senso unico (leggasi "di unicità") dove porta?
ogni strada porta da qualche parte, anche se alla fine non ha una vera e propria porta.
In ogni caso non resta che aprirla, e una volta aperta il senso unico dove conduce? non lo so.
Al momento mi trovo davanti alla porta della famiglia "NonSuccedeNulla" e mi perplimo al pensiero di bussare.
Perplimersi. Mi piace un scco sta parola. Fosse per me la userei dappertutto, anche se poi nessuno mi capirebbe e finirei per far perplimere tutti me compreso per non essere compreso.
Meno male che non sono così pazzo. Sono però così pazzo da meditare un viaggio senza avere soldi. O forse non è pazzia ma solo voglia di andare via un po da qua e conoscere nuove persone...tutte nuove persone da perplimere a mio piacimento.
Cioè 'ttagazzu boh!
 Periodo palloso!!
10月18日

Carpe Diem

Non capisco, non parlo inglese
Come disse Totti al giornalista che gli disse quella frase.
Ma la domanda sorge comunque spontanea. Quanto è davvero facile o difficile cogliere l'attimo?
E sopratutto, per le carpe stesse, poverette, come fanno a raccogliere se stesse e l'attimo assieme?
Dicono anche che l'attimo sia fuggente...indi doppio della difficoltà.
Ma dopotutto, non conosco nessuna carpa per chiederglielo, per cui credo che anche questa domanda si aggiungerà alla mia già lunga lista di "misteri", e non mi riferisco alla soap opera che non sopporto proprio. Come tutte le soap opera del resto.
Oh.
Ecco un'altra domanda. Ma perchè cazz si chiamano SOAP opera?
1)Non ci sono pubblicità di saponi a destra e a manca;
2) Nessuno in nessuna puntata muore e risorge 3 episodi dopo per opera di un sapone (che sia il noto Sapone Ex Machina?);
3)Nessuno gioca a incularello con gli altri con la famosa scusa del sapone;
4)Nessuno muore/risorge per la puzza di qualcun altro che non usa il sapone;
Ma allora la SOAP ndo sta?
Di certo non con la Carpa, già incasinata abbastanza nel cogliere il suo personale attimo.
Però. già per noi che non siamo carpe, cogliere l'attimo nel giusto momento non sembra essere cosa affatto facile.
Tutto ciò mi ricorda la famosa teoria della palla da biliardo numero 8.
Forse è un modo più lungo di scrivere Carpe Diem, ma se non altro all'apparenza sembra tutto più pomposo.
La boccia numero 8 (quella tutta nera) è quella che a biliardo va imbucata per ultima per vincere.
Da qui nasce tutto.
Se la imbuchi prima, perdi.
Se la imbuchi nella buca sbagliata, perdi.
Anche la numero 8 quindi ha un suo Carpe diem personale. se non cogli il giusto attimo per imbucarla, perdi.
Ancora più complicato sarebbe se le carpe giocassero a biliardo.
Credo si rischi di entrare in uno di quelli che il vecchio Doc di "ritorno al Futuro" chiamava Paradossi Temporali. Chissà cosa procurerebbero in realtà..ma già dal nome non promettono nulla di buono.
Quindi, ricordiamoci di non insegnare mai alle nostre carpe a giocare a biliardo.
Nella nostra vita, veniamo sempre spesso messi di fronte a tanti bivi, un po alla Sliding Doors....tutto ciò si può intrecciare con il Carpe Diem? e in che maniera?
Prendere una strada anzichè un'altra in un momento generico, potrebbe essere diverso dal farlo in un determinato momento?
E la lista dei "misteri" si allunga di un'altro centimetro.
Ma capisco bene che siano domande che solo pochi si mettono. E già di quei pochi che se le mettono, la maggior parte scuote la testa e passa oltre, rientrando nel mondo dei sani di mente.
Però, però, però, però.
Non credo sia cosa sbagliata mettersi dei però davanti e restare a rifletterci sopra. Sempre che reggano il nostro peso.
Molto probabilmente, il cogliere il giusto attimo è qualcosa di insito nel nostro subconscio....forse è qualcosa che subentra istintivamente quando ci troviamo proprio in quei determinati momenti della carpa.
Peccato che, per le famose leggi di Murphy,  il nostro istinto al 99% canna il tiro, e noi ci ritroviamo con la carpa sbagliata in mano.
E con i bastardissimi "chissà se...." che ci tormentano per un bel po.
Da un certo periodo a questa parte, mi sto ritrovando con sempre + cose per la testa...cose da fare, persone, luoghi in cui andare, schedine del superenalotto da giocare....e tanto altro....
E il tutto sta il dolce attesa, il che non implica che sia incinto, del famoso attimo giusto per coglierle.
Insomma, tra così tanta roba che devo cogliere, almeno una riuscirò a coglierla nel giusto attimo?
Ci spero.
Mi ci impegno.
Imparo a giocare a biliardo per imbucare nel giusto attimo la numero 8.
Imparo a pescare per cogliere la carpa nel giusto momento.
E intanto, Tanti auguri a mia sorella per il suo primo quinto di secolo raggiunto!
 
10月14日

Riflessione.

"La via dell'Inferno, è lastricata di buone intenzioni."
 
 
Uhm.
10月13日

Elucubrazioni a quattro zampe.

Sta  piovendo.
Il che ricorda molto la scena descritta nel post precedente.
Ma a parte il mitico Jack, tutto il resto è differente.
Notavo uno strano fenomeno che accade nella periferia del Principato, proprio il giorno prima che inizi a diluviare.
C'è chi sente il mal tempo arrivare grazie alla sua artrosi, chi al suo pollicione dolente, chi si affida alle previsioni del Mago Oronzo e chi invece, come me , si limita ad osservare, quando passa, l'incrocio all'ingresso della sua zona.
Fatto confermato anche dagli Sciamani delle Cotequine, un accadimento portatore di sventura e devastazione per i roditori fogniuti è lo scoppio (apparentemente immotivato) del tombino proprio al centro dell'incrocio.
Quasi a spettacolar previsione di quando di li a breve dovrà accadere, il povero collegamento tra i due mondi esplode, rigurgitando litri d'acqua e di chissà cos'altro, preannunciando rovina, morte e distruzione nel magico mondo sotterraneo.
Difatti, ieri è esploso. Ora sta diluviando.
E le cotequine si preparano all'ennesima biblica inondazione che porterà all'ennesimo trasloco a qualche tombino più in la.
Dovrei rendere noto questo strano fenomeno al mondo. Ma forse non è ancora pronto per una notizia del genere.
Daltronde, poveretto, attende il prossimo attacco nucleare...per cui è normale che abbia tutt'altro genere di pensieri per la mente in questo momento. Un gran bel botto se dovesse accadere. Anche meglio di quello del tombino preannunciatore di diluvio.
Peccato che con quel botto, non ci sarà più nessuno a vedere nessun tombino esplodere.
9月26日

Uhm....

....e come ogni tanto capita, mi ritrovo a filosofeggiare con il Nonno Aldo su argomenti che a volte verrebbe da pensare non sia meglio sviscerare.
La Vita.
Progetti Futuri.
Donne.
Amici.
. . . . e Religione /Chiesa.
 
Eh già.
Solito argomento direte voi. Eppure ogni volta che si tocca quel tasto, la gente ne parla per ore, da ogni punto di vista come se fosse la prima volta che ne parlasse. Sarà il periodo particolare in cui si sente tanto parlare di Roma in fiamme, Vaticano Minacciato dai kamikaze e Papa che tira il sasso e poi ritrae la mano....fatto sta che qualche giorno fa cazzeggiando siamo ricapitati sull'argomento.
Non so se i pazzi che ancora circolano su questo blog siano credenti e quanto lo siano....potrei rischiare di perdere i pochi affezionati clienti....ma d'altra parte, forse sarebbe meglio così per i vostri neuroncini stanchi di leggere queste righe e per me che devo preoccuparmi sempre meno di aggiornare sto posto.
Insomma e indifferenza, al pronunciare una qualunque delle seguenti parole: Papa, Chiesa, Religione, Cristiani, ci ritroviamo puntualmente a scuotere il capo e a proferire il tipico Cessssss cagliaritano.
Un po come le Cotequine che in questi giorni di acquazzioni abbondanti, si ritrovano improvvisamente sfrattate da casa loro e non possono fare altro che guardare il loro mondo scivolare via assieme all'acqua, chissà dove.
Ma si sa, la vita è un ciclo e nulla si crea e nulla si distrugge. Per cui ciò che ora non è, tornerà e ciò che tornerà non sarà più.
Ma a queste indissolubili leggi, qualcosa costantemente sfugge. Nel corso dei millenni, nel corso dell'evoluzione umana, nel corso di scoperte sempre più stupefacenti.
La Religione.
Per me resterà il mistero più grande dell'uomo. Ciò che la mente umana concepisce daltronde non può essere materialmente dimostrato. Ecco perchè nessuno riuscirà mai a dare una spiegazione a questo fenomeno di massa che nel corso delle Ere è diventato sempre più grande e di salda presa.
A prescindere da quale religione, mi sono sempre chiesto perchè l'uomo necessiti per forza di qualcosa che non può capire per capire delle cose che capisce ancora meno? Un bell'incasinarsi le idee, a mio parere.
Però, tralasciando questo discorso per un attimo, e arrivando a qualcosa di più contemporaneo, ciò che la mia mente si chiede in questi giorni è: Cosa succederebbe se davvero un attacco terroristico venisse portato a compimento verso il Papa o il Vaticano?
la Terza Guerra mondiale? boh.
Chissà.
La religione ha fatto fare all'uomo le cose più imprevedibili e assurde per cui nulla potrebbe stupirmi. Però tutto mi fa paura, poichè ci sarebbe un coinvolgimento di massa che prenderebbe anche chi non c'entra nulla. Ma daltronde è sempre stato così. Chi poco c'entra, si prende in culo sempre il bastone più grosso (proverbio Tibetano).
 
Aspettiamo, con il nostro barattolo di vasellina alla mano e qualche antidolorifico.
9月6日

. . .

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi.
Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento.

CAIO VALERIO CATULLO. Carmina. Odi et amo (LXXXV)

E sopratutto mi ci incazzo.

Mi ci incazzo perchè sto male.

Perchè non riesco più a ritrovare il me stesso di un tempo.

Perchè non riesco più a dormire serenamente.

Perchè non vedo più nulla di buono in quello che faccio e provo a fare.

Perchè sento che mi sto sgretolando come una roccia sotto l'erosione degli elementi. Lento ma costante. Lento ma costante.

E mi ci incazzo.

Io, che ho fatto di Correttezza e Fiducia i miei valori base, mi ritrovo proprio ad odiarli.

E mi ritrovo ad invidiare. Un sentimento che non apprezzo, perchè sono fermamente convinto che non porti a nulla e tiri fuori solo il peggio delle persone, e che mi ritrovo a provare verso le persone che riescono a fare della loro vita sentimentale "una botta e via", che si divertono senza tanti pensieri per la testa. Io so che non ci riuscirei mai, perchè non è nella mia mentalità comportarmi in certa maniera. Eppure, mai come ora, vorrei esserne capace per non ritrovarmi dopo tre anni con un pugno di sabbia e una lancia conficcata nei miei tanto amati Valori del cazzo che fa un male che non si può immaginare.

I miei complimenti Andrea. Mi dice la Cotequina dallo sgabello. Questo è quello che ti resta di tre anni passati a farti il culo per lei, passati nelle tue stupide convinzioni di correttezza, maturità, fiducia e stronzate varie, passati tra promesse e progetti che solo per te avevano un reale significato. Esattamente NULLA. E paradossalmente proprio questo nulla mi sta erodendo più di qualunque cosa.

A te, e al tuo maledetto ricordo,che per chissà quanto ancora continuerai a farmi star male;

A te, che mi hai trattato peggio di uno straccio;

A te, che per quanto tu sia grande mi hai dimostrato di non sapere ancora un cazzo di cosa voglia dire essere corretti con qualcuno;

A te, che forse mai arriverai a leggere queste mie parole,

Lascio solo questo post, mio nuovo punto di partenza....o almeno spero sia così.

8月11日

Introspezione Psicotopica dell'Io.

La Osservo.
Muove un poco la coda.
Cerco di metterla a fuoco.
Cambia continuamente viso. Parenti, amici, conoscenti, genitori, amici virtuali, per poi tornare al suo muso originale.
Non appaio io tra quei volti.
Muove un poco la coda.
Chi sei? chiedo. Capisco subito che è una domanda stupida.
Si mette meglio sullo sgabellino.Mi risponde comunque, con un'altra domanda. Come stai?
Bene, rispondo con solita espressione più o meno convincente, mentre un altro pezzo di me se ne va via.
Muove un poco la coda. Mi osserva in silenzio, beffarda.
Lei sa, lo da a vedere.
No, non sto bene affatto. Lo sa, e indirettamente me lo fa pesare.
Imbraccia la chitarra ma non la suona. Cerca di tirarti su, la vita continua, mi dice.
Annuisco a quelle Parole vuote. Le raccolgo come sempre, per riporle nello scantinato assieme ad un sacco di altre frasi fatte e di circostanza.
Muove un poco la coda.
Passa qualche minuto. Forse un'ora.
Come va? mi chiede con espressione speranzosa e preoccupata.
Mi sta passando, rispondo. Un altro pezzo di me se ne va via all'ennesima menzogna. Per cosa poi?mi chiedo tra me e me. Per non farla preoccupare, mi rispondo da solo cercando di autoconvincermi.
Sembra convinta dalla mia risposta. Non insiste più. Riassume espressione tranquilla. Sono riuscito nel mio intento.
Muove un poco la coda.
E sparisce.
Resto solo al buio.
Non sto male. Una sfera di buio mi circonda. Sto al centro, accoccolato. In pace. Vorrei fosse sempre così.
Muove un poco la coda. E la sento, anche se non la vedo.
Suona. Riconosco il motivo. Why does my heart feel so bad, di Moby. Bella. mi piaceva un sacco qualche anno fa.
Ma l'effetto è diverso stavolta.
Piango. E non me lo spiego. So perchè, ma non voglio che il motivo sia quello anche se so che lo è. Il buio intorno a me svanisce in crepe di luce sempre più consistenti che arrivano a soppiantarlo del tutto.
Muove un poco la coda. Da il ritmo sullo sgabello.
Mi guardo intorno. vedo tante cose.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. Il mio Pc.
Lo tocco. Svanisce.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. I miei genitori.
Li tocco. Svaniscono.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. I miei amici più cari.
Li tocco.  Svaniscono.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. Il locale in cui lavoro.
Lo tocco. Svanisce.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. La mia Università.
La tocco. Svanisce.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. La mia gatta.
La tocco. Rimane. La prendo in braccio. mi lecca qualche lacrima che rotola giù per la guancia.
Tra le lacrime mi avvicino ad una di esse. Me stesso.
Lo tocco. Svanisce. Lentamente ma inesorabilmente.
Le lacrime e il dolore aumentano. La musica cessa.
Tutto di nuovo buio.
Muove un poco la coda. Ma non fa nulla per ora.
Mi lascia al buio. A riflettere. A soffrire. Solo.
Rifletto. Soffro. in Solitudine.
Passa del tempo. non so quanto.
Cerco di riprendermi. Prometto a me stesso che questa è stata l'ultima volta. Non deve più accadere.
Credo a queste parole. Eppure qualcosa le prende, e le ripone assieme alle parole vuote, tra un Sto bene e un Mi sta passando.
Mi sento vuoto. Ripenso alle cose svanite prima. Non mi interessa più nulla di tutto quello.Nemmeno di me stesso. Strano mi dice dal buio. Ha ragione. Ma sto bene così.
Ritorno nella mia sfera di buio a riflettere e soffrire in solitudine.
Quanto durerà? mi chiedo. Non mi arriva risposta. Forse non ce n'è.
Riappare. Sullo sgabello, con la chitarra imbracciata.
Muove un poco la coda.
E' la vita. mi dice.
C'è chi sta peggio di te, mi dice.
Vuol dire che ce n'è un'altra migliore da qualche parte, mi dice.
Non sei più un bambino reagisci, mi dice.
E' una stronza ti ha trattato male non merita tutta questa attenzione, mi dice.
Buttati nello studio e laureati in fretta, mi dice.
Esci con gli amici e distraiti, mi dice.
Pensa a chi invece ha perso definitivamente qualcuno, mi dice.
Conosci altra gente e altre ragazze, mi dice.
E basta con questo pc, la vita non è quella, mi dice.
Ah se avessi avuto un figlio diverso da te, mi dice.
Il tempo guarirà le tue ferite, mi dice.
La guardo. Insensibile. Ad ogni frase assume un volto diverso. Muove un poco la coda.
Assimilo le sue parole. Mi ripeto quelle poche che forse sono veramente d'aiuto in questo momento. Ma non riesco a trovare conforto in esse.
molte cose che dice capisco che sono giuste, altre mi fanno incazzare da matti. Freno a stento l'impeto di spaccargli tutte quelle facce che assume, strappargli quella fottuta coda e infilargli quella maledetta chitarra su per il culo.
Odio. Rabbia. Parolacce e insulti.
Per qualche istante si sovrappongono al dolore che ancora continua a lacerarmi.
Effimera consolazione. Dopo qualche istante svaniscono.
Ti mancano le palle persino per sfogarti come ti pare e piace. Mi dice con muso beffardo.
Muove un poco la coda.
Non riesco a contraddirla. La scaccio. Se ne va. Resto nuovamente solo.
Mi toglo l'orologio dal polso, e lo getto via.
Proprio oggi Un mese è passato, mi dico.
Mi odio. pieno di buoni intenti, pieno di fallimenti.
Mi accoccolo nuovamente su me stesso. Silenzio. Buio. Dolore.
E attesa.
Non può piovere per sempre, diceva qualcuno.
L'importante non è vincere ma sapersi rialzare dalla sconfitta, diceva qualcun altro.
Continuo a ripetermelo. E attendo.
Muove un poco la coda.
La sento, so che è la.
Attendo anche lei, una sua ricomparsa e nuovamente tutte quelle sue parole confortanti e da incazzo che mi dirà puntualmente.
E il ciclo ricomincia. E ricomincerà altre volte e altre volte ancora.
Finchè non avrò più pezzi di me da sacrificare alla menzogna, o finchè non proverò più dolorose fitte al cuore al solo pensarla.
Chissà quale delle due arriverà prima. Chissà quale tra le due è meglio che arrivi prima.
Io attendo. Rifletto. Soffro.
E lei muove un poco la coda, pronta a ricomparirmi davanti.
8月10日

Il Perchè Parte II.

Notte in Bianco.
Mal Di Testa Feroce.
Devo ringraziare qualcuno per questo?.....bha.....
Comunque, qualche goccia di novalgina, e tutto passato, anche se ho abbastanza sonno.
Dunque...eravamo rimasti alla pioggia, Merdone e Chuck Norris.
Meglio alsciar stare quest'ultimo però, onde evitare calci volanti alla coatta.
Strade allagate. Qualche tombino qua e la che esplode. L'acqua che non smette di scendere.Scena apocalittica, almeno dal punto di vista di un topo, credo.
Ma tutto questo non c'entra nulla alla fine per spiegare l'etimologia della parola Cotequina. Semmai c'entra per spiegare la nascita delle Topogondole. Eh già, perchè alla fin fine come fa un povero topo a scappare quando il suo mondo viene allagato? Ovviamente si rigira su se stesso restando a galla con la panza all'aria, e muove la coda tipo elica per muoversi. Topogondola appunto. Gondola e gondoliere tutto in uno...l'evoluzione fa progressi da gigante, almeno con i topi. Andrebbe segnalato a Piero Angela.
Topogondole a parte, torniamo sulla cotequina e ai fumi della pizza di quella sera...
Non ricordo esattamente da cosa partì il tutto...forse dalla Canadese Gigante di Emanuele, o dalla Sarda Gigante di Antonio...fatto sta che c'entrava in qualche maniera la carne. Carne della salsiccia sarda (quella con l'anice), carne dei wurstel, carne del prosciutto cotto....e carne di topo. Non che ce ne fosse nelle nostre pizze eh, però il passo fu breve perchè alla fine anche le Merdone di carne da offrire ne avrebbero per quanto non sia...diciamo...salutare. Avete mai visto "Demolition Man" Con Stallone? no? non sapete cosa vi siete persi. Belle scene d'azione, storia pseudo convincente-futuristica e i buonissimi Topoburger con vera "carne de Ratòn". D'altronde in Cina mangiano di tutto compresi i gatti, a Quartu mangiano i cani....prima o poi arriveremo anche al topo, se non ci siamo già arrivati in qualche parte del globo.
Ovviamente nulla a che vedere con le Merdone Reali. Le uniche dalle quali, secondo il nostro ragionamento di quella sera, puoi ricavarci un bel Cotechino. Si proprio quelli da fare il 31 dicembre assieme alle lenticchie. Veramente buonissime.
Volle il Fato, che quello era il periodo in cui alla TV girava una pubblicità dell'eccelso  Toquiño [da qui il famoso detto "Toquino tuo! (e si scappa per non essere toccati)]che sponsorizzava la raccolta delle sue più belle canzoni con una frase del tipo " Ciao, sono Toquino! e sono qui per proporvi le mie più belle canzoni tutte in un'unica raccolta!" (or something like that) il tutto stando abbarbicato su uno scomodissimo sgabello con una chitarra in mano e con espressione beota sul volto.
Il passo quindi, capirete, fu molto breve. A pizza finita, sullo sgabello c'era una Merdona con chitarra imbracciata che suonava. La Cotequiña appunto.
Questo Spazio internet infatti nasce come angolo dell'animale divenuto ormai un simbolo per molti e un dio per altri. Angolo un angolo poco considerato dai più, come le Merdone del resto, in cui si possa dire liberamente ciò che si vuole.
O forse no. Boh.
Ora finalmente potete mettere pace ai vostri neuroncini e chiudere questo blog, per non riaprirlo probabilmente mai più.

Il Perchè.

Perchè.
 
Pare che dietro qualunque cosa ci sia sempre un perchè. Anche se non sempre è necessario, non sempre è bello, non sempre è importante...spesso è comico.
Come in questo caso, credo.
Ma in fondo a chi potrebbe interessare il perchè del nome di questo...posto? Si perchè questo è un posto. Definirlo blog sarebbe troppo, e un offesa per i Blog Quelli veri. Quelli che già dalla prima schermata resti abbagliato da un sacco di gif animate bellissime di personaggi manga, link interessanti a poco velati siti porno (si quelli che ti lasciano il pensiero "ci devo andare") e simili. Quelli che solo per pensare di farli in quella maniera perdi dai due ai tre anni di vita.
No.
Questo è decisamente molto modesto, tutto in relazione alla voglia che io ho di migliorarlo e portarlo avanti. E credo che i primi che non sono nemmeno arrivati qua a leggere, andandosene, l'abbiano capito prima di voi che state ancora leggendo. C'è un perchè anche dietro questo...ma non è affar mio stare a spiegarlo.
Ciò che mi preme è mettere pace ai vostri due neuroncini che stanno impazzendo nella vostra scatola cranica sbattendo da un angolo all'altro (ma la testa nella sua semi rotondità ha angoli per davvero?) per riuscire a dare il perchè di questo nome.
Perchè.
Perchè....mah. Alla fin fine è una cazzata immane. Una di quelle cose che dopo che la sai ti fa pensare " bella minchiata" o "sto qua è fuori malamente" o "a svarioni" come direbbe qualcuno.
E insomma e indifferenza, è presto detto.
La cotequiña nacque anni e anni or sono, forse una decina buoni, in una cantina di un palazzo in quel di Su Planu (Piccolo principato e stato a se all'interno di Cagliari) davanti ad una pizza del Cuoco (devo fare un post in sua memoria, perchè merita), coca cola e rutto libero, molto fantozziano si.
Pioveva.
Forse era questa la chiave di tutta quella serata. La pioggia.
Eh si. perchè se non avesse piovuto, non avremmo avuto l'illuminazione dal dio criceto.
Il Principato in cui vivo, è famoso per essere stato costruito dagli antichi su di una collina (da qui il nome del centro commerciale più famoso del Principato, nonchè l'unico, I MULINI, proprio perchè al posto dei nuraghe noi avevamo già i mulini a vento, ma senza Don Chisciotte (o Quishotte come vidi scritto una volta).  Tutto questo importantissimo preambolo, per far presente che contrariamente a quanto potrebbe succedere in una collina quando piove, l'acqua ristagna per le strade, praticamente allagandole.
E qui il fattaccio.
Accadde che proprio quella fatidica serata, i fumi della pizza ci fecero riflettere su quelle tenere bestiole che noi chiamiamo amorevolmente Merdone. Contrariamente a quello che si potrebbe di primo acchitto pensare sull'associazione di questi animali a degli escrementi di grosso calibro, Le Merdone sono dei teneri batuffoli di pelo e codona lunga (toponi insomma per i profani) che ogni tanto si vedono allegramente scorrazzare in cerca di gatti da mangiare. Eh si. Perchè per la specie delle Merdone sita nel Principato (e non solo) Va a caccia di gatti. E a volte di cani di piccola taglia (tipo yorkshire e pincher). Tutto questo perchè dall'alto dei loro 15/20 Kili, le Merdone incutono paura con il solo sguardo anche agli animali che per natura dovrebbero essere i  loro predatori.
A tutto questo fa ovviamente eccezione Chuck Norris, il quale usa Merdone vive come pantofole. E le merdone sono onorate di fare da sue pantofole specialmente dopo che le ammazza a calci volanti.
E insomma tutto questo per far capire quanto sono grandi. E allora, perchè ho parlato di pioggia e strade allagate?
C'è sempre un perchè a tutto.
Dunque Perchè non lo spiego ora? Semplice. Ho sonno.